L'Avisio in Val di Cembra, scrigno di biodiversità

di Elisa Travaglia


Avisio nei pressi di Albiano - foto Elisa Travaglia

Il torrente Avisio nasce dal Lago di Fedaia, alla base del ghiacciaio della Marmolada, e attraversa le valli di Fassa, Fiemme e Cembra fino a riversarsi nel fiume Adige.


Nel tratto cembrano, l'Avisio divide nettamente le due sponde della valle, scorrendo nella forra incisa nel porfido: qui il torrente assume spiccate caratteristiche di naturalità, creando un ambiente selvaggio, scrigno di biodiversità vegetale e animale, ed estremamente eterogeneo: impressionanti forre e rocce a picco sull'acqua si alternano a spiagge di sabbia dorata.


Avisio Valda Foto Elisa Travaglia


Il tratto cembrano del corso dell’Avisio ha infatti caratteristiche molto diverse da quelli a monte, essendo inserito in un’incisione fluviale a “V” molto stretta, con versanti fortemente digradanti e spesso impervi e rocciosi. La fascia che fiancheggia il corso è di solito ampia e ben strutturata, con abbondante vegetazione di riva (anche se spesso purtroppo infestata da piante esotiche di recente comparsa).

A monte della Valle di Cembra, il torrente è sbarrato da quattro bacini artificiali costruiti a scopo idroelettrico; tre di essi restituiscono l’acqua al di fuori del bacino dell’Avisio, riducendone fortemente la portata naturale. Dall’anno 2000, con l’entrata in vigore in Trentino dell’obbligo di rilascio del deflusso minimo vitale (DMV) a valle delle derivazioni idriche (cioè di una quantità di acqua sufficiente a garantire la vita dell’ecosistema fluviale), sono state scongiurate le situazioni, frequenti in precedenza, di drastica diminuzione delle portate (fino al prosciugamento del corso!), dannosissime dal punto di vista ecologico. Attualmente la portata in Valle di Cembra rimane compresa durante l’anno tra 3,5 e 9 mc/sec. L’indice di funzionalità fluviale, che “misura” lo stato di salute del corso, è sempre compreso tra i valori di buono ed eccellente con una buona qualità dell’acqua. Per migliorare ancora la salute del fiume rimangono da risolvere i problemi di inquinamento dovuti agli scarichi civili dei centri abitati che non dispongono ancora di un efficiente sistema di depurazione.

Ciò nonostante l’Avisio mantiene una mirabile naturalità, buone capacità di autodepurazione e una varietà di habitat sufficiente a ospitare una fauna, sia di invertebrati che ittica, varia e ben strutturata.


Avisio nei pressi di Ischiazza Valfloriana - foto Elisa Travaglia

Il torrente Avisio è rifugio della pregiata trota marmorata (Salmo trutta marmoratus), di indiscusso valore naturalistico poiché endemica di un areale piuttosto ristretto; rilevante anche la presenza dello scazzone (Cottus gobio), una specie di pesce bentonica, cioè vivente sul fondo dell’alveo che necessita di acque fresche, limpide e ben ossigenate, necessarie anche agli amanti delle acque rapide e turbolenti come il barbo comune (Barbus plebejus) e il barbo canino (Barbus meridionalis).

Completano l’elenco dei pesci presenti nell’Avisio il cavedano (Leuciscus cephalus), la sanguinerola (Phoxinus phoxinus), il temolo (Thymallus thymallus), la trota fario (Salmo [trutta] trutta), l’iridea (Oncorhynchus mykiss) e infine gli ibridi marmorata x fario (Salmo [trutta] marmoratus x trutta).


Oltre alle diverse specie di pesci del torrente, va ricordato che il corso e le sue rive sono ambienti preziosi per numerosi altri animali, tra cui soprattutto gli anfibi, le bisce d’acqua e varie specie di uccelli. Anche i torrenti montani che scendono dai ripidi versanti della valle sono habitat importanti per la fauna e qualcuno di essi è popolato da pesci.

Il torrente Avisio è anche protagonista e testimone dell'economia rurale della valle di Cembra: è lungo il suo corso che nei secoli si sono concentrati piccoli ma fondamentali centri di produzione agricola e artigianale: mulini, fucine, segherie, calcare, masi contadini, pascoli e campi coltivati. Le devastanti alluvioni del 1882 e del 1966 hanno trasformato il corso del torrente e distrutto i centri di quell'economia rurale già profondamente minacciata dalla modernità. Oggi, numerosi opifici, alcuni dei quali ristrutturati, restano a testimoniare questa preziosa eredità mentre interessanti progetti di recupero di strutture e di coltivazioni, ad opera di piccole aziende agricole, seminano nuova speranza.


Il racconto di un torrente selvaggio


Recentemente la Rete di Riserve Val di Cembra Avisio ha pubblicato il volume L'Avisio in Val di Cembra: racconto di un torrente selvaggio. Una pubblicazione, curata da Do.it - Ambiente Trentino, interamente dedicata a questo splendido torrente: al suo valore naturalistico, al suo ruolo fondamentale nella storia e nell'economia della Valle di Cembra, alle possibilità di visitarlo e di esplorare l'affascinante ambiente fluviale che lo caratterizza.


Foto di Paolo Piffer

Attraverso i preziosi contributi di Alessandro Ghezzer, Aldo Martina, Davide Allegri e Marco Vettori, il libro ci accompagna in un viaggio lungo il torrente Avisio, soffermandosi sulla sua ricchezza faunistica e vegetazionale, sul suo ecosistema dinamico e di elevata qualità, sui diversi volti e ruoli che il torrente ha assunto nella storia e nell'economia delle valli che attraversa, sui tanti edifici rurali, masi abbandonati e paesi fantasma che restano a testimoniare un mondo quasi interamente scomparso.


Allegato al libro, si trova una piccola guida, curata da Alessandro Ghezzer, che contiene 10 percorsi di trekking che conducono al torrente Avisio permettendoci di cogliere l’essenza della Val di Cembra: i piccoli paesi, i campi terrazzati, gli antichi masi rurali, la bellezza selvaggia dell’Avisio, la civiltà rurale che viveva in simbiosi col territorio, coi suoi mulini, le segherie, le fucine, il duro lavoro nei campi.


Foto di Stefano Campo

Sul sito della Rete di Riserve Val di Cembra Avisio www.reteriservevaldicembra.tn.it è possibile scaricare la versione elettronica del volume, mentre chiunque volesse avere una copia cartacea, può ritirarla gratuitamente presso la sede della Comunità della Valle di Cembra (piazza S. Rocco 9, Cembra Tel. 0461 680032) e presso gli uffici dei Comuni della Rete di Riserve (Altavalle, Segonzano, Sover, Cembra Lisignago, Lona Lases, Albiano, Capriana, Valfloriana).


La Rete di Riserve Val di Cembra Avisio



La Rete di Riserve Val di Cembra-Avisio è nata nel 2011 grazie a un accordo volontario tra la Provincia Autonoma di Trento e alcuni enti locali e ad oggi coinvolge i Comuni di Altavalle, Capriana, Segonzano, Cembra Lisignago, Lona Lases, Albiano, Valfloriana e Sover, oltre alle Comunità di valle della Val di Cembra (ente capofila della Rete) e della Val di Fiemme, il Consorzio dei Comuni BIM Adige, la Magnifica Comunità di Fiemme e le ASUC di Rover Carbonare, Lases e Lona.


La Rete di Riserve realizza azioni di conservazione attiva della natura, attività di educazione ambientale e progetti di sviluppo sostenibile del territorio, con un’attenzione particolare agli habitat di maggior pregio naturalistico: tra questi, il torrente Avisio rappresenta un ambiente ancora incontaminato e selvaggio, scrigno di biodiversità vegetale e animale, ed eccellenza indiscussa del territorio cembrano.






Contatti:


Rete di Riserve Val di Cembra Avisio

Comunità della Valle di Cembra

piazza San Rocco 9, 38034 Cembra Lisignago (TN)

Tel. 392 6161830 - 0461 680032

reteriservecembra@gmail.com

www.reteriservevaldicembra.tn.it


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