Wooden Hut

Consigli di lettura

in collaborazione con Elisa + Federico  duepuntilibreria@gmail.com
della libreria due punti di Trento, Via San Martino 78

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MILL TOWN
di Kerri Arsenault
(Black Coffee)

Questo importantissimo memoir indaga il modo in cui molte zone d’America stanno di fatto uccidendo chi le ama. Tenero, arrabbiato, pieno di rispetto ma al tempo stesso di incredulità, Mill town è una complessa lettera d’amore scritta da Arsenault alla propria città natale. Ed è anche uno scorcio prezioso su ciò che in America lega il potere delle multinazionali, l’orgoglio di una piccola città e la morte: un quadro veritiero dello smantellamento del Sogno Americano» – John Freeman

SOLIDARIETà AI NON UMANI
di Timothy Morton
(nero edizioni)

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Cos’è che rende umani gli esseri umani? Nel momento in cui scienza e tecnologia sfidano i confini che separano vita e non-vita, organico e inorganico, questa antica domanda torna a essere più urgente che mai. In Humankind, il filosofo Timothy Morton – teorico degli Iperoggetti e tra i più importanti pensatori della contemporaneità – ci invita a riconsiderare il quesito da un punto di vista politico, arrivando alla conclusione che il destino dell’umanità deriva proprio dal nostro rapporto con le entità non umane. Perché solo creando una rete di armonia e solidarietà con le entità non umane possiamo aspirare a una coesistenza ecologica in grado di opporsi tanto a multinazionali come Monsanto quanto ai piani dei multimiliardari della Silicon Valley, nel nome di una consapevolezza generale capace di includere e superare la stessa nozione di specie.

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NON SIAMO CHE ALBERI
di Filippo Ferrantini
(effequ edizioni)

L’uomo è un albero? Per meglio dire: cosa abbiamo in comune noi e gli alberi, quali caratteristiche ci legano? Perché ogni pianta, non si discute, ha un suo carattere, proprio come ogni persona. Ci sono frassini chiusi e pioppi allegri, ontani pratici e tigli gentili, e ancora farnie, lecci, salici malinconici, robinie, olmi, senza dimenticarsi di tutta la macchia. Per ciascun carattere ci sono storie e radici, gesti e rami, pensieri e fronde, ed è un’avventura non da poco notare quanti aspetti abbiamo in comune con il mondo vegetale, e scoprire che conoscerlo può aiutarci a capire di più noi stessi e chi ci circonda.

È intorno a quest’idea che si svolge il presente saggio, ideato da due biologi e raccolto qui in duplice forma, narrata e fotografica. Per ogni albero ci sono un capitolo e una fotografia, e ogni foto è conservata a parte, in una tasca in fondo al volume, per essere utilizzata come segnalibro o in chissà quale altra curiosa maniera.

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La casa vivente

di Andrea Staid (Add edizioni)

Abitare è una delle principali caratteristiche dell’essere umano e la casa è il luogo umano per eccellenza. Domandare a qualcuno «dove vivi?» vuol dire chiedere notizie sul posto in cui si svolge la sua attività quotidiana. Ma soprattutto su quello che dà senso alla sua vita.

Servendosi anche di un suggestivo giro del mondo tra le architetture vernacolari, il libro va in cerca del senso profondo dell’abitare. Dalle Ande peruviane alle montagne indiane, passando per il Vietnam e la Mongolia, Andrea Staid ci racconta che una palafitta sul lago Inle in Myanmar si regge su pali di bambù che vanno controllati e spesso cambiati, oppure che le travi del pavimento di una casa nelle montagne del Laos invecchiano, respirano e vanno revisionate. Ci racconta quindi che le case sono vive.

In questo libro non ci sono solo esperienze lontane, perché dai viaggi c’è sempre un ritorno e ovunque sta nascendo la consapevolezza di quanto sia importante vivere (dunque abitare) in un modo più sostenibile ed ecologico. Da questa necessità nascono le esperienze di autocostruzione che stanno crescendo in tutta Italia e la scelta dell’autore di abitare in un rapporto diretto con la natura, in una casa che di natura si nutre e che è stata costruita assecondandone i ritmi e gli spazi.
 

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The Passenger Svizzera

di AA.VV. (Iperborea)

Temuta e invidiata, spesso caricaturizzata, idealizzata o ridicolizzata: che paese è realmente la Svizzera? L’interesse verso l’eccezionalità elvetica è tornato di grande attualità con l’entrata in vigore della Brexit, un motivo in più per The Passenger per lanciarsi nella sfida di svelare un luogo intrigante, anche perché famoso per i suoi segreti, quello bancario su tutti. Nel frattempo è stato rimosso ma ne rimangono altri, come il muro di discrezione che protegge la più grande collezione d’arte del mondo, che riusciamo a infrangere grazie a un reportage di Isabelle Mayault. Il volume si apre con un’intervista allo scrittore Peter Bichsel, storica voce critica e controcorrente che si interroga proprio su questo: l’anima del paese. Spesso sono gli stessi svizzeri a essere corresponsabili della diffusione di un’immagine distorta di paradiso rurale e alpino da cartolina, tematica che affrontiamo grazie a Oliver Scharpf che ha dedicato un intero libro ai miti svizzeri, da Heidi al coltellino, e di come hanno contribuito ad alimentare l’industria del turismo. Quest’idillio di sole, chalet e prati fioriti non corrisponde del tutto alla densità di centri urbani, peraltro abitati dalla percentuale più alta di immigrati in Europa dopo il Lussemburgo: uno su quattro. Lo scrittore di origini camerunensi Max Lobe ci racconta cosa significa integrarsi e affannarsi per provare a diventare un «bravo svizzero». Questo e molto altro in questa (non) guida.

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Le vie dell'orto

Pia Pera (Ponte alle Grazie)

«Deve esserci un segreto, una magia nell’orto». La magia consiste nel realizzare qualcosa di bello e giusto sapendosi al tempo stesso limitare, lasciando aperto il dialogo fra uomo e natura. L’orto è come un ‘disegno’ non solo per la porzione di spazio che occupa, ma in rapporto a ciò che vi sta intorno. Seguendo i profili delle piante s’impara a smussare i confini del proprio ‘ego’. I solchi della terra si fanno allora crocevia d’incontri e volti visti, da cui trarre insegnamento. Fra queste pagine Pia Pera restituisce al lettore ciò che ha imparato dai suoi ‘Maestri d’Orto’: Massimo coi suoi preziosi pomodori, la Signora Rosina, un’ortolana di grande intuito e gentilezza, Franco ‘il bricoleur’ che ha trasformato il giardino in un laboratorio a cielo aperto. Sono ritratti ottenuti osservando le persone non per come appaiono, ma per quello che fanno.

La mia pasta madre

Vea Carpi (Raetia)

La pasta madre, o lievito naturale, è un impasto di farina e di acqua lasciato fermentare. E con la sua pasta madre la contadina per vocazione Vea sforna sorprendenti magie. Preparando il pane e i lievitati con la pasta madre si impara a decelerare. È una vecchia tradizione che negli ultimi anni ha conquistato una popolarità sempre più vasta. La pasta madre è incredibilmente versatile ed è più sana e più digeribile di altri tipi di lievito. Vea ci svela le sue ricette preferite, dai dolci pasquali in primavera al pane alle erbe aromatiche in estate fino al panettone a Natale.

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L'altro mondo

Valentina FurlanettoFabio Deotto (Bompiani)

Alle Maldive le spiagge spariscono, a Miami si ricostruiscono le strade sollevate di un metro, la Louisiana sprofonda a vista d’occhio, in Franciacorta il vino diventa ogni anno più difficile da produrre, e mentre a Venezia l’acqua salata consuma un patrimonio artistico inestimabile, altre città si svuotano di automobili e si riempiono di animali.

Negli ultimi dieci anni la crisi climatica è passata da essere un problema delle generazioni future a essere un’urgenza di quelle presenti. Eppure, nonostante il mondo in cui viviamo sia cambiato in modo inequivocabile e sia ormai lontano da quello in cui siamo cresciuti, noi continuiamo a vederlo inalterato. La colpa è dei tanti angoli ciechi che intralciano la nostra percezione della realtà.

Questo libro va a cercare un nuovo sguardo nelle storie reali di persone già oggi costrette a misurarsi con un pianeta più caldo, esplorando allo stesso tempo le zavorre cognitive e culturali che rendono così difficile accettare il cambiamento in atto.