Spesa consapevole, ecco da dove iniziare

di Laura Endrighi, psicologa
Mangia meglio, un po’ meno e muoviti di più. Questo è il nuovo mantra del mondo della nutrizione ed alimentazione, e per fortuna aggiungo! Fino a 10 anni fa l’unica regola che veniva professata era “elimina grassi e carboidrati”, così facendo si perdeva peso velocemente, ma lo si recuperava anche con grande facilità. Una dieta molto restrittiva non è sostenibile nel tempo e rischia di fare danni dal punto di vista fisico e psicologico.

di Laura Endrighi, psicologa

Mangia meglio, un po’ meno e muoviti di più. Questo è il nuovo mantra del mondo della nutrizione ed alimentazione, e per fortuna aggiungo! Fino a 10 anni fa l’unica regola che veniva professata era “elimina grassi e carboidrati”, così facendo si perdeva peso velocemente, ma lo si recuperava anche con grande facilità. Una dieta molto restrittiva non è sostenibile nel tempo e rischia di fare danni dal punto di vista fisico e psicologico.

Ci portiamo però ancora dietro poi l’eredità degli anni 90’ che insieme alle diete altamente restrittive ci ha “donato” l’industria dei cibi light, prodotti estremamente processati e lontani anni luce dal sapore autentico e dalla carica di nutrienti degli alimenti integrali e al naturale. Per molto tempo mangiare bene e sano equivaleva a fare uso quotidiano di pasti sostitutivi, barrette e preparati, che rientrano proprio nei processed food addizionati di vitamine, fibre, sale e grassi (non animali ma non per questo salutari).

Oggi ci concentriamo allora sul mangiare meglio, scegliere in ogni occasione il prodotto alimentare migliore, anche quando siamo al supermercato, acquistando un alimento nella sua versione più vicina alla natura. Per gli amanti del buono, pulito e giusto le mie dritte per la spesa sono informazioni già conosciute e ampiamente applicate, ma per chi inizia ad avvicinarsi al mondo degli acquisti consapevoli si rivelano essere piccoli accorgimenti, che migliorano fin da subito il contenuto della dispensa e della nostra pancia.


Come psicologa mi occupo di sani stili di vita, fame emotiva, ciclo delle abitudini e benessere, ma mi capita spesso di dare anche qualche dritta, non solo sulla parte psicologica, ma anche dal punto di vista pratico. Non consiglio programmi dietetici, non è il mio lavoro. Penso però che una sana abitudine per migliorare la propria alimentazione e mangiare meglio, è quella di fare la spesa in modo consapevole.

Io adoro fare la spesa, da ragazza ho lavorato in un negozio di prodotti biologici e consigliare le persone nei loro acquisti o raccontare un prodotto a qualcuno che non lo conosce, per me è entusiasmante. Ancora oggi mi capita di attaccare bottone davanti al mercato del contadino o in fila alla cassa dei negozi, consigliando modalità di conservazione e ricette.

La strategia che utilizzo personalmente per fare la spesa, e consiglio di sperimentare anche alle persone che seguo in percorsi di benessere e dimagrimento, si basa sul Breviario di Resistenza Alimentare di Michael Pollan. Per chi non lo conosce, Michael Pollan è un giornalista americano, che ha portato avanti delle inchieste sul mondo del cibo e degli stili alimentari, partendo dalla forte preoccupazione per l’aumento di persone obese negli USA. I suoi libri e documentari sono ben fatti, facili e diretti, li consiglio.

Il modo ideale per procacciarsi del cibo di qualità è senza dubbio fare affidamento direttamente a produttori, GAS e ai meravigliosi Mercati della Terra organizzati dalle Condotte Slow Food. Attraverso questi canali si acquistano prodotti di stagione, puliti, dal sapore autentico e si ha anche la possibilità di conoscere chi li produce, capire la filosofia, la storia e apprezzare in pieno così la qualità del nostro acquisto. Sarà suggestione ma frutta, verdura, uova e formaggi son più buoni se arricchiti da due chiacchiere con chi li ha prodotti.

Capita però a tutti di andare al supermercato, per una questione di convenienza oppure di praticità. Ormai di supermercati ne esistono di tutti i tipi, dai piccoli di quartiere alle tante catene e iper che offrono prodotti a basso costo e conservano nei magazzini tonnellate di alimenti per lo più processati. Come fare per districarsi in quel labirinto di scaffali e offerte?

Ecco le 5 dritte perché la tua spesa sia sempre consapevole.

Non acquistare o mangiare nulla che la tua bisnonna non riconoscerebbe come cibo. Michael Pollan consiglia di immaginarsi a far la spesa accompagnati dalla propria bisnonna, riconoscerebbe come commestibili alimenti elaborati, processati e costruiti a tavolino, per aumentarne il consumo, dall’industria alimentare?

Evita prodotti alimentari con più di 5 ingredienti o la cui etichetta riporta sigle e nomi che in natura non esistono.

Acquista prodotti che vanno a male o che hanno una scadenza vicina. Più la scadenza di un alimento è lontana, più il prodotto sarà raffinato e avrà quindi meno nutrienti. La farina ad esempio, quella buona, ha una scadenza di 6 mesi massimo un anno, non che oltre sia immangiabile ma perde qualità, nutrienti e sapore.

Al supermercato resta in periferia ed evita il centro. Il perimetro del supermercato è quello dove trovi il cibo fresco, dalla frutta e verdura al banco frigo con carne, pesce e latticini. Nelle vicinanze ci sono spesso anche legumi, cereali, semi e frutta secca. Non è tanto male nemmeno la zona surgelati, se si sceglie stando attenti alle etichette. Le corsie centrali dei supermercati spesso sono quelle dei cibi processati e a lunga scadenza. Bisogna passarci ogni tanto, ma è decisamente una zona poco amica del mangiare bene.

Evitate i cibi pubblicizzati in televisione. Solo la grande industria alimentare può permettersi di reclamizzare i suoi prodotti in televisione. Più dei due terzi degli spot pubblicitari promuovono bevande alcoliche e preparazioni industriali a lunghissima conservazione. Occhio anche ai prodotti freschi promossi in tv, un esempio è la crema di yogurt che di vivo non ha nulla, utilizza solo il nome di un prodotto fermentato che però viene poi trasformato.

Quando sono usciti i biscotti ripieni della “famosa crema spalmabile”, gli scaffali si sono svuotati in un battibaleno, facendo così crescere la domanda per un prodotto, intorno al quale son girati parecchi soldi per la progettazione. Ma cosa c’è dentro quei tanto pubblicizzati biscotti?! Se vi capita di prenderne in mano un sacchetto dateci un’occhiata. Io ho provato ad applicare le dritte della mia spesa consapevole a quel prodotto ed è rimasto in negozio. L’etichetta presenta ingredienti, decisamente più di 5, che a loro volta son prodotti processati. Si trovano negli scaffali centrali quindi la data di scadenza è parecchio prolungata nel tempo. Pensando di andare a far la spesa con la mia bisnonna Marcellina, una donna di montagna tosta e grande raccoglitrice di tutto ciò che la natura offriva, sono certa i biscotti, anche insieme a lei, sarebbero rimasti sullo scaffale e mi avrebbe invece preparato le fortaie con la sua marmellata di more.

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