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A Pergine e a Sant’Orsola due comitati A.S.U.C. che si prendono cura del territorio

A Pergine e a Sant’Orsola due comitati A.S.U.C. che si prendono

cura del territorio e coinvolgono anche gli abitanti più giovani


Gino Froner, presidente A.S.U.C. Pergine; Dario Fontanari, presidente A.S.U.C. Sant’Orsola; Marta Villa, antropologa culturale



Il Diritto di Uso Civico dei Capi Famiglia di Pergine risale agli Statuti cinquecenteschi per il comune di Pergine e le diverse frazioni (Fornaci, Masetti, Assizzi, Zivignago e Fontanabotte) che dal 1531 vennero confermati dai principi vescovi di Trento dato il passaggio di Pergine alla giurisdizione vescovile. Il comitato A.S.U.C. venne costituto nel 1952 e attualmente gestisce un patrimonio silvopastorale di quasi 320 ettari, di cui 30 di pascolo, sia nella zona della Panarotta sia a quote più basse come la località Rastel, Pozze e vicino alla pista ciclabile. Anche in questi territori i boschi nel 2018 sono stati falcidiati dalla tempesta VAIA prima e ora dal bostrico.



Gli attuali membri del comitato A.S.U.C. sono: Gino, presidente, e da Luca, Michele, Piera, Adriana. La comunità di Pergine è titolare della Malga Montagna Granda, data in affitto ad un malgaro, Stefano Trentinaglia, che montica bovini, caprini e suini anche dei residenti, e vede la presenza di sala mungitura e un caseificio automatizzato oltre a una vasta area di pascolo bonificata attorno al 2012, accanto c’è un ristorante sempre in proprietà collettiva che da contratto deve offrire piatti prodotti con ingredienti locali. I formaggi vengono venduti in loco, il malgaro accoglie stagisti dell’Istituto agrario di San Michele che apprendono l’arte di caseificare: la malga è una sorta di punto formativo e culturale.


In questa area si è svolto il progetto formativo “I nostri boschi”: le classi quinte della Scuola Primaria usufruiscono di una serie di lezioni aventi come tema la struttura degli “Usi Civici (proprietà collettive)”, l’importanza dei boschi e la conservazione dell’ambiente, poi vengono accompagnati sul territorio dove raggiungono la Malga partendo da Kamaus (nel comune di Frassilongo) attraverso una passeggiata didattica. Il progetto con le scuole è molto importante perché permette di conoscere la realtà dei domini collettivi e di sensibilizzare i giovani cittadini alla cura e tutela del patrimonio naturale. Il logo è stato scelto dopo un concorso rivolto ai bambini delle scuole primarie: ha un significato simbolico profondo, due mani si intrecciano con le radici di un sempreverde che sorge tra loro. Gli abeti di risonanza ci sono anche nei boschi in proprietà collettiva a Pergine, con alcuni di questi un giovane liutaio di Canezza ha costruito degli strumenti ad arco poi presentati durante una serata aperta al pubblico.

Sant’Orsola è uno dei primi comuni che si incontrano salendo in Valle dei Mocheni anche qui c’è un comitato A.S.U.C. presente dal secondo dopoguerra. Il comitato, composto da Dario (presidente), Elio, Claudio, Lorenzo (membri), gestisce un patrimonio silvopastorale di circa 450 ettari. La tempesta VAIA prima e il bostrico ora stanno provocando ingenti danni ai boschi di questa zona montana: una delle ricadute negative è la scomparsa dei funghi, che in questi territori sono molto preziosi. I funghi necessitano di un ambiente specifico costituito dalle radure e dalla selva. L’emergenza Vaia e bostrico abbattutesi sul patrimonio boschivo oltre ai danni diretti stanno creando anche gravi danni economici. La nostra comunità da un lato è costretta a recuperare e tagliare centinaia di miglia di metri cubi di legname per mettere in sicurezza la zona, ripulire i boschi dagli schianti e arginare la diffusione dell’Ips thypographus, dall’altro i comitati A.S.U.C., come questo di Sant’Orsola, oltre a dover vendere il legname sotto prezzo causa la scarsa qualità del legname schiantato e colpito dal bostrico, nei prossimi decenni, in questo caso 30 anni, non potranno più tagliare alberi e, quindi, dovranno pensare a come sostituire le risorse derivanti dalla vendita del legname con altre. I ricavati della vendita del legname, spesso unica risorsa per le comunità, ad esempio vengono utilizzati dai comitati per eseguire lavori di manutenzione nel territorio, per sostenere la comunità e per realizzare opere utili a tutti.


Anche questa comunità organizza le giornate di volontariato per la pulizia del bosco o la festa degli alberi dove i bambini vengono coinvolti per ripiantare le specie vegetali utili. Il comitato gestisce anche una malga di proprietà della frazione, quella di Cambroncoi (1709 mt) dove è stato sistemato il pascolo, vengono monticate le vacche grigie alpine e viene fatto il formaggio da Giorgia, la casara. Il malgaro, Maurizio Casagranda, ha le proprie mucche, ma accoglie anche quelle dei censiti della comunità (diritto di pascolo).

Il comitato, lavorando in modo totalmente volontario, reinveste tutti i proventi della gestione del bene collettivo nel territorio finanziando varie attività: ristrutturazione della malga, sistemazione e cura delle strade forestali e del patrimonio naturale, sostegno e contributi per le associazioni culturali e sportive locali.

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