I danni di Vaia alla troticoltura Vinante di Cavalese

Aggiornamento: 5 ago

Di Marzio Fait, Slow Food Youth Network



La tempesta Vaia dell'ottobre 2018 ha provocato gravi danni in tutto il Trentino e in particolare nelle valli di Fiemme e Fassa, dove la tempesta, tra le altre cose, ha causato la caduta di circa 1,3 milioni di metri cubi di alberi. Lo sradicamento di boschi e foreste, però, non è stato l’unico danno provocato dalla tempesta: la pioggia e il forte vento hanno arrecato gravi problemi anche a numerose attività della valle, tra cui campi e allevamenti.

Tra queste c'è la troticoltura Vinante di Amneris Delmarco, che siamo andati a intervistare in un caldo sabato di luglio.

La troticoltura si trova a Masi di Cavalese, una frazione a tre chilometri dal centro del comune che si estende lungo il torrente Avisio. La troticoltura è stata fondata nei primi decenni del 1900 da Agostino Vinante, nonno materno dell'attuale gestrice, Amneris, che nel 2017 ha deciso di affiancare all'attività della troticoltura un agriturismo, dove è possibile gustare piatti a base di trota fario e salmerino. Per l'allevamento di queste due specie, la troticoltura, costruita su un vecchio alveo dell'Avisio, utilizza dei bacini che vengono riempiti da una sorgente sotterranea, utilizzabile grazie a tre pozzi fatti costruire negli anni Ottanta dai parenti di Amneris.

Proprio le vasche dove vengono allevati i pesci, racconta la proprietaria, sono quelle che hanno subito i danni maggiori della tempesta.

"A causa di Vaia il rivo che scende da sotto il Cermis, l'Arizol, ha trasportato verso valle tantissimi detriti che hanno ostruito il canale di scolo dell'Avisio, inondando tutta la piana dei Masi. L'acqua e il materiale di scolo sono entrati nel prato qui di fronte e poi nelle vasche. Il 29 ottobre è entrata talmente tanta acqua che invece di avere tre vasche separate si è formato un unico grande lago dove si sono mischiati tutti i pesci. Circa un terzo dei pesci più grandi sono finiti nell'Avisio, mentre gli avannotti sono spariti. Di questi ne sono rimasti solo settecento su cinquantamila."

Nei giorni immediatamente successivi alla tempesta, tutta la troticoltura Vinante si è mossa per rimediare ai danni provocati da Vaia ma ci sono voluti quasi due mesi per riassettare l’allevamento.

"Per fortuna l'acqua non è arrivata in casa e non ci sono stati eccessivi danni strutturali", racconta Amneris. "Abbiamo dovuto sostituire due pompe, finite sott'acqua e riparare l'incubatoio. Poi però ci sono voluti un paio di mesi per ripassare tutte le vasche e riselezionarle in modo da avere in ognuna pesci della stessa grandezza".

In ogni caso, le vere conseguenze di Vaia si sono fatte sentire soprattutto nel lungo periodo e hanno interessato particolarmente la produzione della troticoltura.

"I guai sono arrivati dopo. L'allevamento dei nostri pesci segue il ciclo biologico naturale delle due specie, perciò dall'uovo fecondato al capo di porzione possono passare fino a tre anni. La vera batosta, quindi, l'abbiamo subita nel 2020 e nel 2021 perché avevamo pesci piccoli e faticavamo a trovarne di decenti per fare i filetti. Ora però le cose sembrano essere migliorate per Amneris e la troticoltura Vinante. "Con quest'anno si comincia a tornare a regime, speriamo che dopo Vaia e il Covid non ci siano altri problemi."

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