Intervista a Elisabetta Nardelli di Trentino Marketing

a cura di Tommaso Martini


Di cosa si occupa il Team produzioni trentine e progetto sostenibilità del quale sei a capo?


Trentino Marketing ha un percorso alle spalle legato ai temi delle produzioni trentine e della sostenibilità piuttosto importante. Già nel 2003 grazie ad una ricerca Nielsen la percezione del Trentino nel resto d’Italia evidenziava 3 importanti valori: affidabilità, identità alpina e sostenibilità. Quest’ultima aveva una accezione legata prettamente ai temi ambientali e naturalistici e non il significato molto più ampio che le attribuiamo oggi.


Fototeca di Trentino Sviluppo spa - Foto di Daniele Lira


Si cominciò già allora a introdurre il concetto di esperienza e di turismo responsabile, rispettoso soprattutto dell’ambiente e della natura. Progetto cruciale nella promozione delle produzioni trentine in questo percorso è stato “Albe in Malga” che viene proposto dal 2013. Questo calendario di appuntamenti vuole far conoscere i veri ritmi dell’alpeggio, l’impegno e la fatica che l’altitudine comporta. È un progetto ancora attivo e ogni estate coinvolge circa venti malghe che accolgono famiglie di turisti che hanno la possibilità di vivere l’alpeggio fin dalle prime luci dell’alba. Un esempio di turismo responsabile, rispettoso del lavoro di chi vive la montagna. Negli anni successivi sono nati numerosi progetti partendo da quel modello.


Fototeca di Trentino Sviluppo spa - Foto di Daniele Lira

Oggi che progetti state portando avanti?


Oggi puntiamo soprattutto sulla promozione della primavera e dell’autunno. Attualmente insieme alle Strade del Vino e dei sapori e l’Associazione Agriturismo ci stiamo concentrando su alcuni temi, anche come conseguenza della pandemia, come ad esempio lo smart working. “Scrivania con vista” dà l’opportunità a chi può lavorare a distanza di farlo in un ambiente bellissimo e di poter usufruire di programmi di incontri, esperienze legate al mondo agroalimentare, visite ai luoghi di produzione. Altra progettualità è “Made by me” dedicata al conoscere i metodi di conservazione e di fermentazione che contraddistinguono la nostra tradizione. Infine, i cammini: percorsi legati al pellegrinaggio (Cammino di San Vili) ma anche tratti di vie storiche come la Via Claudia Augusta e la Romea. Andare a piedi, oggi, torna ad avere un significato, non solo di mobilità alternativa ma anche un modo di vivere un’esperienza in modo lento e godere non solo del paesaggio naturalistico e artistico ma anche delle produzioni e dei piatti locali.


Fototeca di Trentino Sviluppo spa - Foto di Marco Simonini


Cosa intendete, invece, con “progetto sostenibilità”?


Il team dedicato al “Progetto sostenibilità” nasce pochi mesi fa come scelta strategica e scelta di prospettiva che interessa Trentino Marketing a tutto tondo. Tutte le nostre attività dovranno essere pensate in modo sempre più attento. Sostenibilità come valore di un territorio trasversale a tutti i settori, non legata solamente al turismo e all’agroalimentare ma anche all’industria, all’energia rinnovabile, alla ricerca e alla digitalizzazione, elementi che sono oggi il marchio distintivo del nostro territorio.

Grazie ad Agenda 2030 della PAT è nato un tavolo di coordinamento con le Aziende per il Turismo dal quale sono emerse molte esigenze importanti in merito al Trentino che cambia. Primo grande tema, ad esempio, è quello della mobilità.


Fototeca di Trentino Sviluppo spa Foto di Daniele Lira


Come si coniuga il termine sostenibilità e la tensione verso un turismo slow con i grandi flussi turistici?


È necessario un cambio di paradigma. La qualità della proposta turistica deve aumentare, deve diventare il vero valore. Il Trentino può e deve diventare territorio di eccellenza sotto tanti punti di vista. Si sta lavorando su tutte le 4 stagioni come obiettivo di lungo periodo, concentrando lo sviluppo di nuovi prodotti turistici nelle due stagioni più deboli. Il nodo principale da sciogliere rimane però quello della mobilità.

Quando si parla di qualità in termini di turismo si corre il rischio di fare un discorso meramente economico e di pensare a un turismo elitario riservato solo ai redditi più alti.


Non è un discorso economico, sicuramente non è questo il tema. Come per Slow Food un prodotto deve avere un a certa etica riassunta nel “buono pulito e giusto” per noi vale la stessa cosa con il prodotto turistico. Deve esserci un’etica, una verità. La priorità è proporre una scelta turistica di qualità. Ciò non vuol dire aumentare i prezzi ma determinare precisi parametri dell’offerta.


Qual è dal vostro punto di vista la situazione attuale del rapporto tra produttori e turismo?


Si tratta di una delle basi in assoluto del turismo. Il miglioramento che sta avvenendo in tutte le filiere agroalimentari è stato generato anche da un certo tipo di turismo. È aumentata l’attenzione e la conoscenza del turista. Da questo punto di vista gli operatori sono diventati maggiormente consapevoli e più sensibili nei confronti delle produzioni locali. L’obiettivo non è ancora raggiunto ma sicuramente negli ultimi anni c’è stato un forte cambiamento.


Il turismo viene spesso vissuto come una importante integrazione al reddito legato alle attività agrosilvopastorali. Come interpretate questo fenomeno?


Le iniziative proposte da piccolissime aziende agricole che offrono esperienze di vario tipo sono ricercatissime. Costituiscono un patrimonio fondamentale, anche dal punto di vista della comunicazione, per presentare il Trentino sui mercati internazionali. Il progetto “Esperienze vere” è nato proprio con questo obiettivo e, ad esempio, il Trentino si è presentato Al Salone del Gusto Terra Madre del 2014 con 4 storie di piccolissime realtà: i formaggi caprini, la filiera del pane prodotto con farine locali, i primi esempi di produzione di birra artigianale e le mele antiche. Non si tratta di specchietti per le allodole ma di preziosissime realtà che stanno crescendo, seppure non presenti su tutto il territorio. Un esempio importante in questo senso è il settore lattiero caseario con gli alpeggi che sono un valore importantissimo. Dalle 85 malghe da formaggio degli anni Novanta siamo passati alle 118 oggi. Tornano a far vivere le nostre montagne, giovani che hanno una formazione universitaria e che scelgono questo tipo di lavoro. Ciò è stato possibile anche grazie al lavoro di valorizzazione dei formaggi di malga e alle attività, realizzate insieme alla Camera di Commercio e alla PAT, volte a promuovere stagionature più lunghe.


La materia prima trentina viene utilizzata in modo adeguato nei ristoranti?


Su questo aspetto stiamo sviluppando un progetto molto importante e di ampio respiro dal titolo “Trentino Food Tales”. Abbiamo iniziato un percorso insieme ai nostri chef stellati per innalzare il livello qualitativo della cucina puntando sull’attenzione verso la materia prima. Gli chef stellati hanno creato un laboratorio con 37 chef emergenti per valorizzare sostenibilità, ricerca e tipicità. È nata una rete molto forte tra loro che coinvolge anche i produttori. Un percorso di crescita e di formazione che dà valore alle produzioni trentine in una cucina nuova, creativa e ricca di passione ed impegno.


Veniamo ora a questi due ultimi anni così importanti per ripensare il turismo. Cosa ha cambiato la pandemia?


Con la pandemia abbiamo assistito, tra i vari fenomeni, a un ribaltamento delle prospettive. Oggi grande attenzione viene data alla comunità residente anche dal punto di vista turistico. Si è riscoperta, innanzitutto, l’importanza di un turismo di prossimità dove è il residente che diventa interlocutore prioritario. Ma non solo. Il residente può essere di grande esempio al turista, per i suoi comportamenti prima di tutto ma anche perché può essere il primo promotore del suo territorio.


Un altro momento importante nella storia recente per il nostro territorio è stata la tempesta Vaia, prima manifestazione in tutta la sua drammaticità che anche il Trentino è coinvolto nei grandi cambiamenti climatici. Trentino Marketing si è occupata del dopo VAIA?


La tempesta Vaia ha distrutto diversi metri cubi di alberi in Trentino e la PAT ha realizzato una raccolta fondi per la ricostruzione dei boschi del Trentino. Trentino Marketing attraverso il progetto “Trentino Tree Agreement” vuole non solo comunicare il territorio ferito dalla tempesta ma soprattutto l’impegno rispetto ad una pratica di sostenibilità ambientale. Certamente VAIA, nella sua drammaticità, è stata un’occasione importante per ripensare a nuove modalità di impegno su questi fronti.


Fototeca di Trentino Sviluppo spa - Foto di Alexander Debiasi


In prospettiva quali criticità individuate nello sviluppo di un turismo slow?


Come già accennato sicuramente la mobilità è e sarà la criticità maggiore del futuro, è uno degli obiettivi importanti. Le istituzioni hanno un ruolo di accompagnamento ed è fondamentale essere presenti in tavoli e gruppi di lavoro per aiutare lo scioglimento di nodi complessi.


In una battuta, come vedi il Trentino del 2030?


Il Trentino può davvero diventare un modello di territorio ancora più attento, responsabile e intelligente rispetto ad oggi, riscoprendo un forte legame con la comunità. Solo attraverso un’importante coesione territoriale, la tutela e la valorizzazione del territorio, il Trentino potrà raggiungere nel prossimo futuro uno sviluppo integrato, omogeneo e soprattutto coerente e diventare un territorio pienamente consapevole di potersi assumere la responsabilità di obiettivi coraggiosi




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