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L’Associazione provinciale delle A.S.U.C. trentine di fronte alle criticità del tempo presente

L’Associazione provinciale delle A.S.U.C. trentine di fronte

alle criticità del tempo presente: problemi e soluzioni collettive


Elvio Bevilacqua, membro Comitato Associazione provinciale A.S.U.C. Competenza Val di Sole



I comitati A.S.U.C. in Trentino sono sempre più al passo con il proprio tempo: mantengono un legame profondo con la gestione tradizionale del loro patrimonio collettivo, rispettando paesaggio e ambiente attraverso ponderate scelte di governance, ma possiedono una visione lungimirante capace di relazionarsi con l’economia e con le istanze stesse del territorio. Molti beni collettivi, che non sono più necessari esclusivamente per la sopravvivenza delle comunità, vengono inseriti nella relazione con il mondo del turismo, di fatto mantenendo un presidio territoriale aperto e fruibile.

Causa alcune criticità i comitati A.S.U.C. non stanno vivendo un periodo facile: dalla tempesta VAIA, ciclone tropicale che ha investito e distrutto una larga fascia della zona boschiva montana trentina del 2018, alle restrizioni causate dalla pandemia COVID19, alla diffusione del bostrico che ha colpito il patrimonio forestale in questi ultimi due anni. Queste difficoltà generali si ripercuotono sulla gestione dei singoli domini collettivi: la mancanza di introiti e l’assenza di aiuti da parte degli enti istituzionali per i danni causati da VAIA hanno impoverito alcune amministrazioni separate.

Vi sono problemi connessi anche alla concessione delle derivazioni dell’acqua: sarebbe importante che i rappresentanti dei comitati A.S.U.C. possano sedere ai tavoli di concertazione e gestione per poter informare i decisori sulle modalità più idonee per la ripartizione dei canoni o degli indennizzi per le occupazioni del suolo in proprietà collettiva.

Con l’entrata in vigore della Legge 168/2017 è possibile una maggiore tutela dei beni collettivi e delle comunità che ne sono titolari: questa normativa conferma la capacità di autonormazione dei domini collettivi.

Si auspica infine l’ideazione e realizzazione di una legge e di un regolamento per le cave di porfido che sono in questi ultimi mesi protagoniste di sviluppi giudiziari non ancora conclusi.

L’associazione tuttavia non ha un potere esecutivo e questo rallenta o vanifica gli sforzi per ottenere risultati concreti alle criticità che costantemente vivono le comunità e i relativi comitati A.S.U.C. del territorio: sono a disposizione solo azioni legate al convincimento e alla persuasione di chi amministra il potere politico con il fine di vedere riconosciute delle richieste legittime.

Se tutti i comitati A.S.U.C. sosterranno sempre con più convinzione l’Associazione provinciale, ci sarà maggiore possibilità di poter concertare nei tavoli di governo la posizione delle diverse realtà territoriali come custodi del paesaggio e dell’ambiente di vita.

La priorità dell’Associazione infatti è quella di difendere la proprietà collettiva, la tutela del territorio e la sua governabilità secondo logiche razionali.

Ritengo che i domini collettivi siano importantissimi e vitali anche oggi, al contrario di quanto alcune leggi provinciali sostengono. Cambiano le funzioni, con il mutamento dell’economia e della fisionomia sociale della nostra terra, ma non deve mutare il soggetto titolare dei beni collettivi, cioè la famiglia, i “veri” residenti, con diritto di voto, di veto e di proposta. Bisogna combattere “l’ignoranza e l’arroganza” della burocrazia (come spiega Pietro Nervi) con la consapevolezza che abbiamo da sempre la capacità ed il diritto di autogovernarci. Sarà perciò necessario in ultima istanza usare tutti gli strumenti legali per difendere un nostro “bene”, costitutivo dell’autonomia.

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