Monitoraggio dei corpi idrici in Trentino

Intervista alla dott.ssa Catia Monauni - Agenzia Provinciale per la protezione dell’ambiente



Qual è il ruolo dell’Agenzia Provinciale per la protezione dell’ambiente?


L’Agenzia Provinciale per la protezione dell’ambiente ha tra i suoi ruoli il monitoraggio dei corpi idrici della Provincia per rispettare le normative europee recepite dal Nostro Paese. Attualmente i corpi idrici monitorati sono i laghi con superficie maggiore di 0.5 kmq e più di quattrocento tratti di corsi d'acqua e comprendono quelli che hanno un bacino di almeno dieci chilometri quadrati. Sono divisi in tratti omogenei secondo determinate caratteristiche quali la distanza dalla sorgente o gli usi del suolo attraversato. Dalla diagnosi, che avviene attraverso l'analisi del territorio, il monitoraggio delle stazioni scelte opportunamente e l'esito delle analisi chimiche e biologiche, compito dell’Agenzia è predisporre la cura, cioè il Piano di Tutela.


Come funziona il monitoraggio?


L’obiettivo del monitoraggio è individuare la qualità dell’acqua per ogni corpo idrico in base a una serie di parametri. La normativa prevede che lo stato dell’acqua debba essere perlomeno “buono” entro il 2027: in caso contrario l’Agenzia deve individuare delle misure correttive.


Cosa determina la qualità dell’acqua?


Sui nostri corsi d’acqua vi sono una serie di pressioni di vari tipo. I corpi d’acqua che attraversano i suoli agricoli possono avere, ad esempio, delle criticità legate a nutrienti e fitofarmaci. Gli scarichi civili ed industriali creano a loro volta delle pressioni ma anche la presenza di dighe, opere di presa, canalizzazioni, ecc…



Distribuzione dei giudizi di stato ecologico sui corpi idrici fluviali monitorati (2014-2019)[fonte: Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente]

Quali misure possono esser prese per migliorare delle criticità?


L’Agenzia opera su più fronti una volta individuati i corpi idrici che non rispettano lo standard “buono” e tramite il Piano di Tutela individua possibili soluzioni. Innanzitutto gli interventi migliorativi vengono concertati in stretta collaborazione con i servizi della Provincia Autonoma di Trento. Ad esempio lavoriamo a stretto contatto con il servizio depurazione ed il servizio agricoltura. Sono stati creati anche degli accordi di programma con i privati. In particolar modo si sta collaborando con l’associazione produttori ortofrutticoli trentini per stabilire norme da far applicare da tutti i soci in prossimità dei corsi d’acqua. Tavoli di lavoro sono aperti anche con i viticoltori e l’associazione allevatori.


Che tipo di problematiche vengono affrontate in questi contesti legati alla produzione di cibo?


Ad esempio con l’associazione produttori ortofrutticoli si sta lavorando insieme per risolvere i problemi creati dai lavaggi degli atomizzatori che spesso vengono effettuati dagli agricoltori nel cortile dell'azienda, scaricando l’acqua nei tombini. Quest’acqua però non finisce nelle fognature ma direttamente nei torrenti attraverso le acque bianche, causando delle gravi criticità che abbiamo rilevato in alcuni corpi idrici. In questo caso aiuta già molto nell’individuare una soluzione la formazione degli operatori. Suggerire ad esempio di pulire gli atomizzatori in campo affinché i residui di fitosanitari siano degradati dai microrganismi del terreno oppure si stanno creando, nelle zone a maggior concentrazione, dei centri di lavaggio dedicati.


Con gli allevatori invece stiamo, ad esempio, affrontando il problema dello spargimento delle deiezioni che, per dilavamento, finiscono nei torrenti, causando fenomeni di eutrofizzazione: elevate concentrazioni di nutrienti determinano formazione di schiume ed ammassi di alghe.


Ma cosa vuol dire che un corpo idrico ha un livello “buono” della qualità delle acque?


Questo giudizio è frutto di complesse analisi sia chimiche sia biologiche. I monitoraggi sono volti a individuare la presenza di sostanze pericolose (come metalli pesanti, fitosanitari, solventi, prodotti chimici). La ricerca di queste sostanze viene effettuata nei luoghi dove sono note possibili pressioni di questo tipo, dopo un capillare studio di tutte le situazioni in cui vi sono, ad esempio, scarichi. La frequenza delle analisi si determina in base al peso di queste pressioni. Inoltre si vanno ad individuare dei parametri fisico chimici legati ai nutrienti come ammonio, nitrati, fosfati.

Anche dal punto di vista biologico sono stati individuati una serie di indicatori. Tra questi i macroinvertebrati, le diatomee e la fauna ittica per i corsi d'acqua, e fitoplancton, i macroinvertebrati e le macrofite per i laghi.

La valutazione viene fatta rapportando i risultati dei corpi idrici monitorati con quelli di siti privi di pressioni. Il risultato finale è espresso dal valore peggiore emerso nel corso delle analisi.


Quale situazione state rilevando nella nostra Provincia?


Generalmente la situazione è buona. Esistono però dei corpi idrici che hanno delle criticità. Esiste anche un buon numero di corpi idrici che risultano in una situazione di qualità elevata. In questo caso la normativa è molto precisa nel tutelare queste situazioni. Il Piano di Tutela infatti deve prevedere il mantenimento di questo livello di qualità.


A cosa sono legate invece le criticità?


Sono sostanzialmente due le problematiche che creano delle criticità su alcuni corpi idrici. In parte possono esser legate alla depurazione ma fortunatamente gran parte del territorio è ben servito. Uno dei problemi è anche l’agricoltura intensiva.


Come si possono risolvere i problemi legati all’agricoltura?


Lo scambio continuo di informazioni con le associazioni di agricoltori, viticoltori e allevatori è fondamentale. Alcune misure previste nel Piano di Tutela stanno mostrando la loro funzione migliorativa. Ad esempio alcuni prodotti fitosanitari son stati vietati nei disciplinari dei produttori stessi in determinate aree vicino ai corsi d’acqua in cui si erano riscontrate criticità.

Rimane fondamentale la formazione. Spesso comportamenti molto dannosi sono semplicemente il frutto di una mancanza di consapevolezza. Oggi gli argomenti relativi alla qualità delle acque sono inseriti nel corso per il conferimento e il rinnovo del cosiddetto “patentino” per fitosanitari.



Che ruolo ha la biodiversità per i corsi d’acqua?


Tutti gli indici biologici considerati nei monitoraggi tengono conto della componente biodiversità: quanti più gruppi, famiglie e specie diverse vengono individuate nell’ambiente migliore è la sua qualità. La presenza di una forte biodiversità aumenta anche la capacità del corso d’acqua di autodeperurarsi e rigenerarsi.


Ma perché è così importante che le acque che attraversano il nostro territorio siano sane?


Conosciamo tutti l’importanza di vivere in un ambiente sano e in un ambiente pulito e questi sono valori fondamentali da tutelare perché hanno a che fare con la qualità della vita, la nostra salute e il futuro.

Ma anche dal punto di vista economico acque sane portano un vantaggio. Se un corpo idrico, infatti, è in grado di esercitare i suoi processi naturali di autodepurazione e riciclo delle acque, lavora al posto nostro evitando i grandi costi della depurazione.

La vocazione turistica della nostra provincia ci impone inoltre di garantire la massima cura nel conservare il territorio e garantire la massima sostenibilità nella gestione degli usi delle acque da parte dell'uomo.

Ricordiamoci poi che vivendo in una realtà montana abbiamo una responsabilità grandissima anche nei confronti dei confinanti “a valle”. Consideriamo, ad esempio, che a Piacenza d’Adige esiste un acquedotto sul fiume Adige dove viene prelevata acqua che, dopo opportuno trattamento, è usata per fini potabili.


Analizzare l’acqua è un sistema per valutare la salute del territorio, che è come un organismo. Analizzando un corso d'acqua infatti si riesce a capire cosa non funziona nel territorio che sta intorno, per individuare possibili interventi di soluzione.


Quali sono le prospettive future?


Nel corso del 2021 uscirà il nuovo Piano di Tutela, a cui stiamo lavorando da molto e inizieranno i lavori per il nuovo piano che sarà pubblicato nel 2027. Un aspetto molto positivo è che le nuove generazioni di imprenditori agricoli si mostrano molto sensibili a questi temi. Nelle nostre occasioni di formazione stiamo avvertendo sempre più la necessità da parte degli operatori di conciliare uso del suolo a scopo agricolo con la sostenibilità ambientale.


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